Marcel

Marcel (nato come READY to tale Fairy MADE e così rappresentato fino a maggio 2013) voleva essere un’installazione/performance ispirata a Duchamp e a “Il meraviglioso mago di Oz” (romanzo nato nell’Inghilterra in crisi di fine ottocento), passando dal concetto di crisi contemporaneo, che ci obbliga a reinventare, decostruire, ripensare il mondo e riutilizzarne gli scarti.
Crisi che lascia spazio all’esistenza di maghi, impostori benevoli e truffatori.

[Basteranno un cuore, un cervello e del coraggio ad uscire dalla crisi?]

Dall’idea di lavorare sul ready made, il progetto ha preso piede e forma, come tutti i progetti fanno, ed ha rivendicato una sua autonomia.
I nostri punti di partenza erano alcune opere di Duchamp. Volevamo creare un’installazione. Ma il dadaismo ha preso il sopravvento e abbiamo
iniziato a balbettare.

Da da da da.

Abbiamo decostruito il nostro linguaggio.
I punti di partenza sono diventati dei punti fermi (non più soltanto opere ma anche foto e sogni dadaisti).
Il percorso da un punto all’altro è diventato l’essenza.
Lo spirito dadaista ci ha pervasi.
Perché anche per noi è vero che

“Se oggi qualcosa di
comune esiste in tutti
gli uomini,
quel qualcosa è il dolore
che stride, è la nausea,
è la vergogna di vivere
un tempo come il
nostro”

[H. Richter, 1917]

Che forma ha uno spettacolo dadaista?
Cambia a seconda del contesto, come è appropriato che sia per un ready made.
I nostri punti fermi potranno quindi diventare delle installazioni per musei [una gigantesca Rrose Sélavy spunta da un Égouittoir mentre all’interno
di un “Grand verre” due performer, come route di un ingranaggio, creeranno un’interazione con Rrose e con un’improbabile colonna sonora, che rappresenta la nostra interpretazione di un contemporaneo ready made] mentre il nostro percorso sarà uno spettacolo di scimmie ribelli, dittatori appesi e cantanti liriche dalla doppia faccia.

Staff

Sara Brugnolo + cast in definizione